Aldo Santini

in: Uomini di Livorno. Conversazioni tenute al Rotary Club di Livorno, 1983
…Nelle sue corrispondenze il giornalista rivela sempre lo scrittore di razza, e il poeta. Fece parte del trio di punta del “Corriere” alla grande guerra: Barzini-Civinini-Fraccaroli, Barzini incollato al Quartier Generale, Fraccaroli adibito al colore, e Guelfo chissà dove. Spariva per settimane. Cicchetti dal direttore Albertini e dopo i cicchetti telegrammi di licenziamento. Tutto ad ammuffire nella casella postale. Guelfo sparava in trincea. Tornava quand’era finita l’azione, barba da corsaro e carico di pidocchi. “Dipingeva” un pezzo sulla morte di un mulo, magari, dove c’era tutto l’orrore e la tragedia della guerra, e aspettava un ultimo telegramma di Albertini, che annullasse i precedenti. Il telegramma arrivava puntuale e Guelfo ripartiva per il fronte, incorreggibile.
… Leggendo i suoi libri e molti dei suoi servizi, dopo tanto tempo, non ci trovo un’incrinatura. A 14 anni dalla sua scomparsa, Civinini è rimasto fresco e pulito. Un modello di stile. Guelfaccio era un poeta che facendo il giornalista sapeva incantare anche i lettori della “nera”…

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