Athos Gastone Banti

Un cavaliere dell’ideale. Da Il Tirreno dell’11 Aprile 1954 …
Quello di cui era segretamente orgoglioso – e non l’avrebbe confessato ad anima viva, perché aveva il pudore dei suoi sentimenti più intimi ma si capiva dalla gioia contenuta con cui rievocava i vecchi ricordi – era d’essere stato quello che era stato, ossia non soltanto un giornalista principe e un novelliere squisito, ma un soldato della penna, un moschettiere della letteratura. Era uno spirito avventuroso, un cuore grande e ingenuo, un cavaliere dell’ideale. Forse – sia detto senza offesa per nessuno – l’ultimo dei cavalieri. Certo il più generoso e il più buono.

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